La storia della zuppa di cipolle s’intreccia tra la Francia e l’Italia e anche le leggende trovano riscontro in questo legame. Infatti, si narra che la zuppa sia arrivata in Francia al tempo di Caterina de Medici nel 1533, quando venne data in sposa a re Enrico II d’Orleans. I cuochi elaborarono la ricetta toscana trasformandola in una delle pietanze più apprezzate della tradizione enogastronomica francese.
Mi piace pensare che la storia di questo piatto sia Italiana ed è per questo che ve la propongo non nella classica e famosissima versione francese, ma in una versione alla Mari. Curiosi?
In una casseruola fondete il burro, unite le cipolle bianche e rosse tagliate a fettine molto sottili e lasciatele appassire a recipiente coperto e a fiamma bassa per circa mezz’ora.
Le cipolle devono disfarsi, ma non colorire troppo. Spolverizzatele con una la farina, salate, pepate, aggiungete il timo e l’alloro e coprite di brodo caldo.
Aggiungete lo zucchero e il vino bianco. Lasciate sfumare e cuocete a fuoco lento per altri 15 minuti.
Incidete il pane (deve essere raffermo) sulla parte superiore e svuotatelo della mollica.
All’interno del pane mettete uno strato di gruviera grattugiata, uno di zuppa, uno di formaggio, nuovamente uno di zuppa e finire con uno strato abbondante di gruviera.
Mettete la pagnotta in forno e fate gratinare a 180 gradi per circa 35 minuti.
Servite fumante in tavola e vi consiglio di assaporarla con un calice di Sauvignon, che con il suo sapore leggermente acido e profumato saprà bilanciare alla perfezione quello intenso di questa ricetta.








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