Bonet



Cosa succede se tua figlia ha invitato i suoi amici a pranzo e uno di loro è celiaco? Sei nei pasticci, perché la maggior parte dei dolci contiene glutine. A casa mia nessuno deve rimanere senza dolce, nessuno mai. Ma ehi, siamo in Piemonte, giusto? Quindi, che problema c'è? Ecco a voi un dolce squisito, e adatto anche ai celiaci. Il Bonet. 


Secondo Wikipedia, l'etimologia del nome è incerta e si sono avvicendate versioni molto diverse. In piemontese il termine bonèt indica un cappello o berretto tondeggiante, la cui forma ricorda quella dello stampo a tronco di cono basso in cui viene cotto il budino. Di fatto lo stampo di rame in cui si cuocevano i budini e i flan, veniva chiamato bonèt ëd cusin-a cioè cappello da cucina, berretto del cuoco. Il dolce avrebbe quindi preso il nome dallo stampo.









  • 5 uova intere
  • 250 ml di panna
  • 250 ml di latte
  • 100 gr di cacao amaro in polvere
  • 200 gr di zucchero + 2 cucchiaio per il caramello
  • 200 gr di amaretti a piacere








Montare le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso. Aggiungere il cacao e per ultimi il latte e la panna. 


A parte, preparare del caramello direttamente nello stampo che vorrete utilizzare (quello tipico è di forma allungata) con due cucchiaini di zucchero. 
Versare il composto nello stampo e cuocere il tutto a bagnomaria in forno per almeno un'ora.



Il bonet è un dolce molto corposo, e la sua componente di cioccolato lo rende difficile da abbinare a un vino, ma noi piemontesi viviamo in una regione stupenda che ci regala dei vini incredibili che si possono abbinare con dolci al cioccolato. Io vi consiglierei un Barolo chinato, oppure un Moscato passito.
Come sottofondo consiglierei il Don Giovanni di Mozart, perché, a mio parere, questo dolce è in grado di far innamorare anche i palati più esigenti.

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