- 400 gr di farro 1 cipolla r
- 700 gr di broccolo romanesco
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- sale q.b.
- olio qb
- acqua qb
Pulite il broccolo recidendo la base ed eliminando le foglie, lavatelo e tagliatelo in pezzi di piccole dimensioni. Pelate la carota e pulite la cipolla, il sedano e tagliate il tutto in piccoli pezzi. Unite in una pentola capiente l’olio, la cipolla, la carota e il broccolo romanesco e fate rosolare.
Nel frattempo sciacquate sotto l’acqua corrente il farro, e aggiungetelo nella pentola, versate acqua fino a coprire, regolate di sale e cuocete per circa venti minuti mescolando spesso. Qualora occorresse, aggiungete eventualmente altra acqua durante la cottura.
A cottura ultimata il farro al broccolo romanesco potrà essere servito subito, oppure potete lasciarlo raffreddare e servire come antipasto freddo.
Un consiglio in più:
A seconda dei vostri gusti personali è possibile lasciare più o meno acqua di cottura, ottenendo in questo modo un piatto più asciutto oppure più brodoso tipo una zuppa
Nel frattempo sciacquate sotto l’acqua corrente il farro, e aggiungetelo nella pentola, versate acqua fino a coprire, regolate di sale e cuocete per circa venti minuti mescolando spesso. Qualora occorresse, aggiungete eventualmente altra acqua durante la cottura.
A cottura ultimata il farro al broccolo romanesco potrà essere servito subito, oppure potete lasciarlo raffreddare e servire come antipasto freddo.
Un consiglio in più:
A seconda dei vostri gusti personali è possibile lasciare più o meno acqua di cottura, ottenendo in questo modo un piatto più asciutto oppure più brodoso tipo una zuppa
Macros per una porzione:
161 Kcal - 4 grassi - 19 carboidrati - 5 proteine
Eccovi alcune curiosità su questo cereale che adoro:
1. È il più antico tipo di frumento coltivato dall’uomo: si utilizzava come forma di nutrimento fin dal neolitico, ed era uno degli alimenti principali delle legioni romane durante le campagne di conquista. Nel corso dei secoli l’importanza del farro è diminuita per via della diffusione sempre maggiore del grano tenero e duro, ma negli ultimi anni il farro è tornato alla ribalta.
2. È uno dei tipi di frumento meno calorici. Inoltre contiene l’aminoacido essenziale metionina, assente in quasi tutti gli altri cereali. Presenta anche un discreto quantitativo di proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali. In particolare, il suo alto contenuto di selenio aiuta a contrastare gli effetti dei radicali liberi. Contiene meno glutine rispetto al grano, ma comunque non è un alimento adatto ai celiaci.
3. Il farro può essere utilizzato in moltissime ricette. Si può sostituire al grano nella preparazione di pane, pasta e focacce, oppure può essere consumato al posto del riso, sia da solo che per accompagnare verdure o arricchire zuppe e minestroni.
4. Si trovano tre tipi di farro in commercio: quello decorticato o integrale, molto saporito e ricco di fibre (ma anche il più difficile da digerire), quello semi-perlato e quello perlato, il più “ripulito”.
5. Per preparare nel modo giusto il farro decorticato bisogna lasciarlo in ammollo per almeno 12 ore, poi scolarlo e risciacquarlo più volte finché l’acqua sarà limpida. Per cucinarlo basta lessarlo per un’oretta (o la metà del tempo in pentola a pressione), assicurandosi che l’acqua ricopra interamente il farro. Il farro semi-perlato e quello perlato, invece, non hanno bisogno dell’ammollo, ma è comunque meglio sciacquarli prima della cottura. (fonte: blog Francesca Barberini)








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