- 6 porri
- 1/2 uova
- 100 g di formaggio grattugiato
- 2 scalogni
- pancetta affumicata
- burro q.b.
- pepe q.b.
- sale q.b.
- 1/4 di bicchiere di latte
Prendete i porri, tagliateli a rondelle dopo averli lavati accuratamente sotto l’acqua corrente e aver rimosso le foglie verdi e scure.
Prendete una padella e scaldate due cucchiai di olio extravergine di oliva. Aggiungete lo scalogno tritato e i porri.
Salate e pepate e fateli cuocere per una mezz’ora circa. Il segreto, infatti, sta proprio nella loro consistenza: dovrete ottenere dei porri morbidissimi, così da evitare di frullare il composto. Se vedete che si asciugano troppo e avete paura vi brucino, potete aggiungere un po’ di acqua o brodo vegetale.
Quando i porri saranno cotti, spegnete la fiamma e aggiungete le uova, il formaggio, la pancetta affumicata e pochissimo latte. Amalgamate il tutto e poi componete i flan. Come vedete per questa ricetta ho scelto due tipi stampi: uno classico e uno a forma di ciambella.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa una ventina di minuti avendo cura di controllare di tanto in tanto la cottura con uno stecchino.
Quando sono cotti, capovolgeteli in un piatto e serviteli ancora caldi.
Potete abbinarli con una fonduta di formaggi che risulterà perfetta per questo flan.
Buon appetito!
L'origine del porro è incerta. Gli studiosi ritengono che già 2/3000 anni prima di Cristo fosse coltivato nei territori celtici e nell'antico Egitto, e in quest'ultimo caso che rappresentasse un elemento fondamentale nella dieta degli schiavi che costruirono le piramidi. La diffusione in Europa di questo ortaggio partì proprio dall'Egitto, passando attraverso l'antica Grecia e l'antica Roma.
Nell'antica Roma si credeva che avesse proprietà afrodisiache, forse a causa di una forma allungata che con un pizzico di fantasia può essere definita fallica. Si narra che l'imperatore Nerone ne mangiasse ogni giorno una bella porzione sotto forma di zuppa, ma curiosamente non per aumentare il desiderio sessuale ma perché convinto che migliorasse la voce. Mancano prove che abbia ottenuto l'uno e l'altro effetto.
Nel VII secolo il Regno di Gwynedd (nell'attuale Galles) era governato da re Cadwaladr ap Cadwallon. Questi, alla vigilia di un'importante battaglia contro i Sassoni, ordinò che i suoi soldati mettessero dei porri sull'elmetto. Secondo alcune fonti lo fece perché lo scontro sarebbe avvenuto in un campo di porri e dunque sperava che i suoi si mimetizzassero. Secondo fonti più attendibili lo fece per facilitare il riconoscimento dei nemici dai compagni d'armi. Sia come sia, re Cadwallon riportò una vittoria schiacciante.
Forse anche grazie alle prodezze di re Cadwallon, il porro è diventato simbolo nazionale del Galles (insieme al narciso). Ancora oggi il disegno di questo ortaggio compare sull'elmetto delle guardie gallesi, un reggimento dell'esercito britannico. (Fonte: Icon)











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